L‘alterazione della flora batterica intestinale è detta anche disbiosi. Questa è una condizione in cui, a causa di alcuni motivi come abuso di farmaci (es.antibiotici e antinfiammatori), cattiva alimentazione e stress cronico, i batteri cattivi dell’intestino superano quelli buoni.
La disbiosi può manifestarsi attraverso la presenza di vari segni e sintomi tra i quali gonfiori addominali, inconsistenza delle feci e alvo irregolare.

Secondo le ultime ricerche andrebbe sospettata la presenza di disbiosi in tutte le persone che soffrono di patologie autoimmuni come l’artrite reumatoide, la tiroidite di Hashimoto, l’endometriosi, solo per citarne alcune. E’ quindi importante imparare a prendersi cura del proprio intestino e della propria flora batterica.

Ecco alcuni degli  8 passi che descrivo nel mio libro per avere un intestino in salute:

Alimentazione
I batteri sono degli esseri viventi e come tali vanno nutriti e allevati. I batteri buoni e i batteri cattivi non si nutrono delle stesse cose. Generalmente i batteri buoni preferiscono mangiare fibre e grassi vegetali, i batteri cattivi si nutrono di proteine animali e zuccheri raffinati.
– Meno carne e latticini
Il consumo eccessivo di carne, latte e latticini oltre che di zuccheri raffinati (bibite gasate, dolciumi, farina bianca) e grassi idrogenati (prodotti industriali), sembrerebbe aumentare lo sviluppo di batteri cattivi come i Firmicuti. I batteri “cattivi” dal metabolismo degli zuccheri e delle proteine animali, possono produrre eccesso di gas e di tossine dannose per l’organismo.
La prevalenza di questi batteri può danneggiare le mucose intestinali, infiammare l’intestino e interferire con il sistema immunitario.
+ Più fibre e grassi vegetali
Il nutrimento principale dei batteri buoni sono le fibre e i grassi vegetali. Le fibre si trovano nei cereali integrali come pasta, pane e riso integrali di provenienza biologica. Specifico di provenienza biologica poiché nei cereali integrali sono ancora presenti gli strati più esterni del cereale, ed è proprio lì che vanno a depositarsi pesticidi e prodotti chimici. È quindi importante che i cereali integrali provengano da coltivazioni biologiche che non sono state trattate con prodotti chimici.
Oltre che nei cereali integrali le fibre si trovano in tutte le verdure; carciofi, cicorie, finocchi, cipolla, lattuga, piselli e alcuni frutti come i fichi e le prugne. I grassi vegetali si trovano nella frutta secca e nei semi oleosi come mandorle, noci, nocciole, semi di zucca e semi di lino.
Quasi certamente stai pensando che mangiare molte verdure ti provoca colite. Se ti succede questo potresti avere uno dei seguenti problemi. Forse infatti hai così pochi batteri buoni che la fibra della verdura non viene digerita da nessuno e resta indigesta all’interno del lume intestinale, irritando la mucosa. Un altro motivo potrebbe essere l’assunzione di alcuni tipi di fibre irritanti come quelle dei legumi, dei cavolfiori e della crusca. Devi sapere che non tutte le fibre sono uguali e che in generale chi soffre di colite dovrebbe evitare quelle delle verdure che emanano un cattivo odore alla cottura.
Per quanto riguarda i legumi un piccolo trucco per non soffrire di gonfiori intestinali è quello di mangiarli passati, sotto forma di vellutata. In questo modo la cuticola del legume viene rotta e sminuzzata in modo da renderla più digeribile. Meglio non abbondare con la crusca, soprattutto se viene utilizzata in caso di stitichezza. L’effetto lassativo della crusca infatti è legato più al suo potere irritante che ad una vera e propria regolazione intestinale.
Quindi ricapitolando, le prime sane abitudini da mettere in pratica per migliorare la salute del tuo intestino sono: meno Proteine animali, zuccheri raffinati e prodotti industriali, più Fibre e grassi vegetali da cereali integrali, verdura e semi oleosi. Questo ti aiuterà a migliore sintomi come stitichezza e gonfiore addominale. Un altro beneficio potrebbe essere anche il miglioramento del mal di schiena visto il collegamento che c’è fra colonna lombare ed intestino.

La manipolazione viscerale
Molto spesso chi è affetto da colite cronica presenta delle tensioni a livello viscerale. L’intestino è duro, gonfio e dolente al tatto. Con la palpazione l’osteopata è in grado di individuare la porzione di intestino più bloccata. Può essere il duodeno, un’ansa intestinale, l’intestino cieco. Su ognuna di queste porzioni l’osteopata applica delle tecniche manuali specifiche per sciogliere la tensione sulle fasce che avvolgono l’organo. Queste manipolazioni migliorano la mobilità, la circolazione sanguigna e il drenaggio delle tossine con un effetto antinfiammatorio. Dare maggiore mobilità all’intestino inoltre significa mobilizzare una grossa quantità di linfa e quindi stimolare il sistema immunitario. Non dimenticare che l’intestino è anche il tuo secondo cervello e che contiene al suo interno ben 100 milioni di neuroni!
Quindi toccare l’intestino significa dare dei segnali meccanici a questi neuroni modulando la sintesi di neurotrasmettitori come la serotonina. La manipolazione viscerale da parte di un osteopata, può essere dunque una terapia naturale da affiancare ad una buona alimentazione e all’integrazione di probiotici per migliorare il benessere del tuo intestino. Mettendo in pratica questi passi potrai finalmente ridurre il gonfiore e migliorare la regolarità intestinale. Potrai inoltre potenziare il sistema immunitario e dire addio al mal di schiena.
Se vuoi saperne di più sul glutine, sui prebiotici e i probiotici nel mio libro “Le mani giuste” ci sono molti capitoli dedicati all’intestino. Puoi acquistarlo cliccando su questo link:
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Dott. Carlo Conte