Forse non hai mai sentito parlare di furosina, eppure potresti mangiarla tutti i giorni. Questa molecola dannosa per intestino, fegato e reni è presente nella pasta di bassa qualità.

La furosina si genere quando l’alimento viene trattato ad alte temperature. La furosina in particolare è molto aggressiva verso i villi intestinali, e nel lungo terminare può danneggiare la mucosa del tuo intestino.

Per questo è molto importante tenere presente i critiri su come scegliere e riconoscere una pasta di buona qualità. La pasta infatti è un alimento sempre presente sulla tavola di noi italiani, anche sette giorni su sette, e va selezionato con cura.

Per capire se la pasta è di buona qualità, segui questi semplici passaggi:

  • Contenuto di proteine. Quanto più è alto il contenuto di proteine quanto più la pasta è stata trattata a basse temperature. Se le proteine sono scarse, significa che è stata trattata a temperature troppo elevate. Una buona pasta ad esempio ha un contenuto di proteine per 100 g superiore a 12 g circa.
  • Il colore. La pasta deve avere il colore naturale del grano, quindi un lieve giallo paglierino. Colori troppo scuri o troppo accessi possono essere indice di trattamento ad alte temperature.
  • La cottura. La pasta trattata ad alte temperature ovviamente mantiene meglio la cottura. Questo è sicuramente un fattore di comodità ma vuol dire che la qualità non è eccellente.
  • La limpidezza dell’acqua. L’acqua di cottura non deve essere limpida. Molti ti diranno il contrario. In realtà il fatto che la pasta rilasci il proprio amido è un fattore positivo. Se l’amido resta imbrigliato nella pasta significa che contiene troppo glutine. Anche il glutine insieme alla furosina può essere un fattore che danneggia i villi intestinali. Attraverso questi piccoli trucchi puoi imparare a scegliere la pasta che ti fa più bene.

dott. Carlo Conte