Due dei classici sintomi di un fegato affaticato sono l’insonnia e i risvegli notturni.

Secondo la medicina tradizionale cinese ad ogni organo corrisponderebbe un orario. Al fegato dovrebbero corrispondere le 3:00 del mattino. Tipicamente le persone che hanno un fegato in difficoltà si svegliano infatti nel bel mezzo della notte, proprio a quest’ora.

Il sonno poco ristoratore e il basso livello di energia tipico di un fegato in disfuzione, rendono il paziente al mattino irritabile, già stanco e senza forze. Al risveglio si può anche percepire un senso di bocca amara.

In questi casi sarà molto importante stimolare il drenaggio del fegato attraverso due metodi naturali: l’Osteopatia e l’alimentazione.

L’Osteopata come già scritto nell’articolo precedente può effettuare delle manovre di compressione e decompressione del fegato per stimolare il fluire della bile. Questo massaggio epatico insieme ad altre tecniche manuali aumenta la mobilità e la motilità del fegato e della colecisti.

Per favorire il drenaggio del fegato sarà importante evitare gli alimenti che più lo affaticano come il cioccolato, i formaggi stagionati e anche la lattuga. Il lattucario in essa contenuto infatti è mal digerito dal fegato in difficoltà.

Da preferire saranno gli alimenti dal sapore amaro come la cicoria, il cardo e il carciofo. Quest’ultimo, ricco in cinarine, renderà la bile più fluida.

Ottimi anche il pomodoro e il limone. Buona abitudine può essere quella di bere al mattino prima di colazione, un bicchiere di acqua tiepida con il limone.

Grazie a questo semplice rimedio si avrà anche più energia (l’acido citrico del limone entra nel ciclo di Krebs che fa produrre energia) e migliorerà anche un eventuale stipsi. La bile infatti una volta elaborata nell’intestino aumenterà la motilità intestinale.

Terminano qui le tre flash sul fegato, la prossima settimana non perferti gli articoli dedicati ai polmoni e alla respirazione.

Dott. Carlo Conte