Quando si pensa alla cervicobrachialgia immediatamente il pensiero va all’ernia cervicale. Come hai potuto capire dai precedenti articoli, possono essere diverse le cause, oltre all’ernia, in grado di provocare dolore, formicolio e senso di gonfiore alle braccia. Oltre alla retrazione dei muscoli scaleni e del piccolo pettorale di cui ti ho già parlato, la cervicobrachialgia può anche essere figlia di problemi digestivi.


Il corpo è tutto collegato 

Purtroppo la medicina moderna ci sta abituando ad essere sempre più super specializzata. Se da un lato ci sono dei grandi esperti in pochi centimetri di corpo come il chirurgo della mano, del ginocchio o del piede, dall’altro si sta piano piano perdendo la visione di insieme: il corpo è uno ed è tutto collegato.

Perché la cervicobrachialgia è collegata ai problemi digestivi? 

Devi sapere che dalle vertebre cervicali fuoriescono dei nervi. Alcuni di questi nervi formano il plesso brachiale che discende lungo il braccio altri come il nervo frenico discendono giù nel torace fino al diaframma, il muscolo della respirazione.

Quindi i nervi del braccio e il nervo del diaframma partano dalla stessa zona cervicale.

La cupola diaframmatica è praticamente il tetto del fegato e dello stomaco, due inquilini che facilmente generano cortocircuiti.

Gastrite, reflusso gastroesofageo, difficoltà al fegato e alle vie biliari possono infatti irritare il nervo del diaframma che come un filo elettrico trasmette l’irritazione alla zona cervicale e al plesso brachiale.

È così che una disfunzione di fegato può dare una cervicobrachialgia destra e una disfunzione allo stomaco può dare una cervicobrachiagia sinistra.

Non è nulla di magico, è semplicemente anatomia. Anche se spesso vengono trascurati questi collegamenti sono chiaramente descritti nell’atlante di anatomia Netter.

Cosa fare in questi casi?

Se soffri ad esempio di gastrite e reflusso e hai anche fastidi nella zona cervicale e al braccio sinistro, potrebbe valere la pena consultare un osteopata per sottoporti ad un ciclo di manipolazione viscerale.

L’Osteopata infatti è in grado di sciogliere le tensioni intorno agli organi e al diaframma. Grazie a questi tecnica quindi si può diminuire l’irritazione del nervo frenico e di conseguenza del plesso brachiale.

Sarà anche importante correggere la propria alimentazione per migliorare la salute dello stomaco o del fegato ed evitare le recidive.

Dolore, formicolio e senso di pesantezza al braccio potranno passare grazie all’osteopatia e ad una buona alimentazione senza assumere farmaci.

Dott.Carlo Conte