La pelle è un organo molto sensibile che trasmette al cervello miliardi di informazioni al secondo. Quando veniamo toccati da un’altra persona, ad esempio la propria mamma, il proprio coniuge o anche il proprio medico, il cervello ne recepisce le intenzioni.

Questo significa che all’interno di una relazione terapeutica è molto importante con quali intenzioni il terapeuta sta toccando il corpo del paziente. Ci sono molti mestieri basati sul tocco e la manualità come la medicina, la fisioterapia, l’osteopatia.

Ti parlerò a tal proposito di una ricerca interessantissima e particolare sul “gentle touch”, il tocco gentile.

Un paziente è stato posto sotto risonanza magnetica funzionale, in grado di visualizzare l’attivazione di tutte le aree del cervello. Un terapista era ai suoi piedi con la mano sulla caviglia e le cuffie alle orecchie.

È stato visto che quando il terapista era concentrato a curare la caviglia, nel cervello del paziente si attivavano delle aree legate ad emozioni molto positive, basate sul rilassamento, sull’empatia e sulla relazione.

Durante l’esperimento il terapista era distratto volutamente da alcuni stimoli sonori in cuffia che portavano la sua attenzione lontano dalla caviglia. Il cervello del paziente si accorgeva immediatamente che il terapista si era distratto, spegnendo le aree suddette.

Questo dimostra che è importantissimo che ogni terapeuta che usi le mani come strumento di cura, ami il proprio lavoro e dedichi la massima attenzione al proprio paziente. E’ importante che intraprenda un percorso personale di arricchimento delle capacità di concentrazione e  di rilassamento durante la terapia.

Quindi la prossima volta che un medico, un fisioterapista, un massaggiatore non ti ispirerà “a pelle” probabilmente è proprio per i motivi di cui ti ho parlato!

Si conclude così la settimana degli articoli flash dedicati al cervello. La prossima settimana non perderti i tre articoli dedicati al fegato.

Dott. Carlo Conte