L’acufene è un insopportabile, irritante e tremendamente costante fischio all’orecchio. Si può presentare in diverse frequenze ed intensità, ma la cosa che accomuna tutti gli acufeni è il loro impatto negativo sulla vita del paziente che in genere si sente di impazzire.

Attualmente in medicina non si conosce una causa certa di questa problematica e non esistono farmaci per curarlo. Spesso si ricorre agli psicofarmaci come le benzodiazepine che, pur avendo talvolta un effetto sul sintomo, hanno come conseguenze tantissime controindicazioni sul lungo termine. Sonnolenza, senso di confusione, dipendenza dal farmaco sono solo alcuni effetti collaterali che riportano i pazienti.

Secondo le ultime ricerche effettuate attraverso risonanza magnetica funzionale, sembrerebbe più chiara la causa dell’acufene. Secondo questi recentissimi studi, la comparsa dell’acufene potrebbe essere legata all’attivazione di specifiche aree cerebrali. Quindi oltre alle già note correlazioni con l’arteria vertebrale, la prima vertebra cervicale e l’articolazione temporo-mandibolare, anche il cervello sembra svolgere un ruolo cruciale.

Parliamo ovviamente di acufeni che non derivano da patologie note come il neurinoma del nervo acustico.

Le aree del cervello maggiormente attive nell’acufene sono l’ippocampo e l’amigdala. Queste fanno parte del cosiddetto sistema limbico, il centro ancestrale delle nostre emozioni. Non a caso nella pratica clinica si ritrova spesso che il paziente con acufene attraversa o ha attraversato un momento di forte stress emotivo.

La nuova frontiera terapeutica proposta dai ricercatori è la stimolazione elettrica del nervo vago. Attraverso degli elettrodi vengono somministrate delle stimolazioni sul nervo in un punto dietro l’orecchio.

Perché viene stimolato il nervo vago?

Perché questo nervo cranico è molto connesso al sistema delle emozioni. La stimolazione del nervo vago da sempre, anche prima di questa scoperta, è stata proposta in Osteopatia. Esistono infatti tantissime tecniche osteopatiche per liberare e stimolare il nervo vago lungo il suo
decorso. L’occipite, il collo, la clavicola, il diaframma sono tutte zone che danno passaggio a questo nervo.

Il nervo vago è inoltre molto presente a livello dei visceri come stomaco, intestino e reni. La manipolazione viscerale di questi organi nella pratica clinica ha sempre avuto un effetto sulla modifica dell’acufene. Talvolta nella stessa seduta il paziente durante la manipolazione avverte una variazione della frequenza e dell’intensità dell’acufene.

È importante inoltre anche il supporto di tecniche che possano agire sulla sfera emotiva, come la terapia cognitivo-comportamentale e la meditazione.

Proprio per questo ho preparato una sessione di Rilassamento Profondo Progressivo che puoi ascoltare quando vuoi, per rilassarti e stimolare il nervo vago.

Dott.Carlo Conte