Il colpo di frusta, da non confondere con il colpo della strega, è un evento traumatico della colonna vertebrale legato soprattutto agli incidenti stradali. Troppo spesso sottovalutato può dare problemi di cervicobrachialgia anche dopo molto tempo.

Sei alla guida della tua auto, ascolti la radio e sei rilassato mentre il traffico rallenta. Improvvisamente senti un forte rumore, la cintura ti stringe forte il torace e la testa viene spinta prima in avanti e poi bruscamente indietro, contro il sedile. Alla guida dell’auto dietro di te c’è un personaggio un po’ distratto che guardava il telefonino anziché la strada, e non ha fatto in tempo a frenare.

I primi istanti dopo l’incidente provi a muovere i piedi e le mani, ti rendi conto di essere tutto intero e capisci di non esserti fatto nulla di grave. Non si è aperto nemmeno l’airbag. Scendi dall’auto arrabbiatissimo e inizi a sbraitare per la macchina, il paraurti, l’assicurazione!

Avvisi tua moglie che ti convince ad andare lo stesso al pronto soccorso, dove ti sottopongono a vari accertamenti. Fai una radiografia e ti dicono che non c’è nulla di rotto, solo per precauzione devi portare il collare per una settimana. Passano i giorni e avverti al massimo un po’ di mal di testa e un lieve torcicollo.

Dopo un po’ lasci perdere il collare e torni alla vita di tutti i giorni. Nessuno ti dice di fare dei trattamenti, di vedere un osteopata, anzi alcuni medici ti spaventano dicendoti di non farti toccare. Sono passati circa sei mesi dal trauma e ormai l’hai quasi dimenticato. Inizi stranamente a soffrire di dolori al collo, formicolio al braccio, si addormenta la mano. Peggio ancora si presentano anche altri sintomi come vertigini, mal di schiena, sciatica, e tu non li colleghi in nessun modo al trauma che hai avuto in auto.

Questa è una delle classiche storie che si ritrovano nella pratica clinica. Sono in pochissimi infatti a sapere che a tre settimane dal colpo di frusta è importante consultare l’osteopata. Anche se alcuni incidenti possono sembrarti banali, in realtà per il corpo non lo sono affatto. Il movimento brusco in avanti e poi in indietro della testa sviluppa delle tensioni molto grandi, che madre natura non è progettata per sopportare.

Queste tensioni possono colpire i nervi che fuoriescono dalla colonna vertebrale. C’è infatti un collegamento diretto fra la membrana all’interno della colonna (detta dura madre) e le fasce che avvolgono i nervi.

Queste tensioni durante un colpo di frusta si propagano dall’occipite fino all’osso sacro e, se non vengono subito bilanciate, possono portare problemi sul lungo termine. Una delle tecniche migliori per trattare il colpo di frusta è la terapia cranio-sacrale.

Un approccio manuale dolce da proporre tre settimane dopo il trauma per riequilibrare la colonna vertebrale. Delle lievi decompressioni con le dita sulla zona sub-occipitale e sulla zona sacrale libereranno monte e valle della colonna vertebrale. Leggeri allungamenti lungo l’asse longitudinale della colonna, le daranno piano piano la possibilità di liberarsi della tensione accumulata.

Questo è un ottimo rimedio per prevenire problemi come cervicobrachialgia, vertigini e sciatica a distanza di mesi dal trauma.

Il colpo di frusta è insidioso perché ci si dimentica facilmente di averne avuto uno, sottoponendosi spesso ad esami superflui per trovare la causa del problema. Se hai subito un colpo di frusta, anche se molto tempo fa, e soffri di cervicobrachialgia, affidati all’Osteopatia che saprà sicuramente darti una mano.

Dott.Carlo Conte