Accade spesso che antiche tradizioni e vecchi rimedi si rivelino più efficaci di quelli moderni. A volte i metodi antichi ci appaiono misteriosi e magici, anche se con una attenta analisi a distanzi di anni trovano sempre una spiegazione scientifica. Questo è il caso del rimedio che i monaci utilizzavano per trattare il dolore al nervo sciatico.
Forse ne hai già sentito parlare, perché ci sono ancora dei monaci nelle remote campagne che utilizzano questa tecnica. In pratica per il dolore al nervo sciatico veniva realizzato un taglietto vicino al piede, per far uscire quello che un tempo veniva chiamato “il sangue torbido”. Si racconta che dopo questo piccolo taglio il dolore sparisse quasi per incanto, perché? Qual è il fondamento di questo metodo arcaico e un po’ cruento, eppure così efficace?

La risposta ci arriva solo conoscendo l’anatomia e gli organi collegati al nervo sciatico. Ovviamente oggi si può ricreare lo stesso effetto senza praticare alcun taglio, in modo dolce e rassicurante per il paziente. Scopri come e in quali casi nelle prossime righe.
Tipicamente la sciatalgia è un dolore che parte dalla zona dell’osso sacro e si estende sulla natica e lungo la parte posteriore della coscia, fino ad arrivare al piede. Il dolore è insopportabile, lancinante, come una scossa elettrica all’interno della gamba. A questo si aggiunge spesso una sensazione di pesantezza, gonfiore e una morsa che avvolge il polpaccio.
La terapia medica classica per la sciatalgia prevede l’uso di farmaci che hanno tante controindicazioni. Cortisone e miorilassanti che in genere non sortiscono alcun effetto sul dolore, che può durare anche intere settimane. Il cortisone inoltre è deleterio per lo stomaco e per la pressione sanguigna, oltre che controindicato nei diabetici.
Talvolta si ricorre addirittura alle infiltrazioni di ozono all’interno della schiena. Questa è una manovra piuttosto invasiva e per alcuni soggetti dolorosissima. Purtroppo, come accade per il mal di schiena, la vera origine della sciatalgia viene quasi sempre confusa e trascurata. Non sempre infatti la sciatalgia è correlata all’ernia del disco. Solo quando l’ernia va a comprimere realmente le radici nervose, questa può causare dolore al nervo sciatico e questo tipo di sciatalgia degenera molto velocemente. Si accompagnano al dolore anche la perdita della sensibilità e della forza muscolare, col rischio addirittura di inciampare quando si cammina. Questo tipo di sciatalgie per fortuna sono piuttosto rare e, dato il pericolo di paralisi, sono le uniche che meritano di essere trattate con un approccio chirurgico o con una terapia infiltrativa sotto tac. Nel resto della sciatalgie, cioè la stragrande maggioranza dei casi, il problema è di tipo funzionale.
Le ernie che non hanno caratteristiche così invasive, e ancor meno le protrusioni, non hanno nessun rapporto con il dolore al nervo sciatico. Perché allora se fai una risonanza magnetica trovi sparse qua e là ernie eprotrusioni? Perché statisticamente, dopo i 50 anni, hai circa l’80% delle possibilità di ritrovare nella tua risonanza magnetica una degenerazione del disco intervertebrale.
Si stima addirittura che queste degenerazioni discali (ernie e protrusioni), si ritrovino nel 48% dei ragazzi fra i 20 e i 22 anni.
Che cosa significa tutto questo?
Che la maggior parte delle ernie presenti in risonanza sono del tutto normali, che prima che tu avessi il dolore l’ernia c’era già e probabilmente quando ti passerà il dolore l’ernia sarà ancora lì, uguale a prima. Significa che nella sciatalgia va ricercata la vera causa del dolore, senza dare sempre la colpa all’ernia o alla protrusione e senza prescrivere farmaci inutili e dannosi.
Ora è arrivato il momento di capire perché il rimedio degli antichi monaci era tanto efficace. Per forza di cose ti dovrò descrivere alcuni dettagli anatomici. Se la prima lettura ti sembra poco intuitiva, tranquillo, hai tutto il tempo che vuoi per rileggere con calma i vari passaggi. Una volta capito il meccanismo ti sarà tutto più chiaro.
La premessa è che il nervo sciatico viene drenato dalle vene lombari. Ciò significa che tutte le scorie e le tossine che il nervo produce vanno a finire dentro questo vene. Il sangue venoso, carico di rifiuti, viene così allontanato e portato via, una sorta di ne-tezza urbana. In particolare le vene lombari di sinistra vanno a confluire nella vena renale sinistra, le vene lombari di destra vanno a confluire nella vena cava inferiore. Se lungo questo percorso la strada è intasata, i netturbini non sapranno dove scaricare i rifiuti, lasciandoli accumulare all’interno del nervo e della colonna vertebrale. Proprio come avviene per un cassonetto pieno fino all’orlo, dopo un po’ di tempo la situazione può degenerare! Questo ha come conseguenza l’infiammazione del nervo sciatico.
Tutto ciò significa che qualsiasi congestione a livello della vena cava e della vena renale, può ripercuotersi rispettivamente sul nervo sciatico di destra e di sinistra. Ti starai chiedendo, come fanno la vena cava e la vena renale a congestionarsi? La congestione può essere causata da un eccesso di “rifiuti” provenienti dagli organi a cui sono collegati. In particolar modo la vena renale sinistra, come dice il nome stesso, è collegata al rene ma anche alle ovaie nella donna e ai testicoli nell’uomo. La vena cava invece è particolarmente influenzata dal fegato, un organo molto grande sia per dimensioni che per afflusso di sangue. Se ad esempio non stai seguendo una buona alimentazione e il tuo fegato o il tuo intestino sono sovraccarichi, potresti iniziare a soffrire di sciatalgia destra. Se hai problemi ovarici o del ciclo mestruale, hai sofferto di coliche renali o semplicemente hai bevuto molto poco nell’ultimo periodo, potresti più facilmente sviluppare una sciatalgia a sinistra.
Lo sapevano bene gli antichi monaci che praticavano quel taglietto vicino al piede, per far confluire fuori “il sangue torbido”. Questo aveva un effetto immediato perché decongestionava le vene, come aprendo un rubinetto. Il sistema intasato si scaricava quel tanto che basta da togliere compressione alla colonna e al nervo. I fedeli allora gridavano al miracolo perché il dolore spariva quasi all’istante. (Ovviamente quella era una manovra pericolosa con rischio di emorragie ed infezioni da non riprodurre assolutamente!)
Oggi lo stesso risultato si può ottenere con tecniche NON invasive. L’osteopatia infatti è in grado di avere un effetto simile, solo un po’ meno veloce, attraverso la manipolazione viscerale. Viene praticato una sorta di massaggio renale o epatico, a seconda che si tratti di sciatalgia destra o sinistra. Dolci manovre di rilascio e allungamento, di compressione e decompressione sull’organo che hanno come effetto la decongestione venosa. Il sistema viene drenato e liberato con grande sollievo per il nervo sciatico e per il paziente, senza prendere farmaci e senza controindicazioni. Quindi se soffri di dolore al nervo sciatico e vuoi liberarti di questo incubo, consulta un osteopata prima di sottoporti a terapie più invasive o addirittura di finire sotto ai ferri.

Dott. Carlo Conte